Passaporto digitale per batterie auto: di cosa si tratta e come funziona

Anche le batterie auto avranno un passaporto digitale tramite Qr Code!

Lo scorso giugno il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva le nuove regole per la progettazione, la produzione e la gestione delle batterie vendute nell’UE e dei rifiuti derivanti. L’obiettivo è quello di promuovere un’economia circolare e ridurre l’impatto ambientale e sociale in tutto il ciclo di vita delle batterie.

Al capitolo IX, il nuovo regolamento stabilisce che tutte le batterie industriali superiori a 2 kWh e le batterie per auto e veicoli elettrici dovranno avere un passaporto individuale. Come funzionerà il passaporto digitale per le batterie auto?

La norma sarà ufficializzata e operativa solo dopo che sarà approvata formalmente dal Consiglio Europeo, e successivamente pubblicata in Gazzetta Ufficiale, ma andiamo a scoprire nel frattempo che cos’è il passaporto digitale per batterie auto e quali informazioni conterrà.

Che cos’è il passaporto digitale per le batterie auto

Il passaporto digitale per batterie, chiamato anche DPP (Digital Product Passport), funzionerà proprio come un documento di riconoscimento. Sarà accessibile tramite un codice Qr che sarà sufficiente scansionare per ricevere numerose informazioni riguardanti la vita della batteria. Chi immetterà sul mercato la batteria dovrà garantire che il passaporto sia sempre aggiornato, accurato e completo in ogni sua parte.

Quali informazioni sarà possibile leggere tramite il Qr Code

Tra le informazioni memorizzate nel passaporto digitale della batteria auto troveremo:

  • la composizione e l’eventuale presenza di sostanze chimiche pericolose;
  • la lista dei materiali utilizzati e la loro provenienza;
  • le operazioni di manutenzione e riparazione svolte o da svolgere;
  • le modalità di smaltimento;
  • dettagli relativi alla CO2 generata dai processi di produzione;
  • informazioni circa i processi di trattamento, riciclo e recupero a cui potrebbe essere sottoposta la batteria a fine vita.

Alcune di queste informazioni saranno pubbliche e destinate all’utente finale o a chi dovrà operare sulla batteria durante l’intero ciclo di vita della stessa, altre saranno accessibili solo alle autorità di regolamentazione.

Sembra che il passaporto digitale per batterie auto sia un primo importante passo verso una maggiore trasparenza e sostenibilità nella produzione e nel riciclo delle batterie.

Tu che ne pensi? Faccelo sapere nei commenti!

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